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lunedì 27 febbraio 2012

Prima esperienza vocazionale

Alcune persone sentono un'attrattiva per la vita religiosa ma sono incerte su come procedere, non sapendo con chi confidarsi. In effetti è difficile trovare un buon direttore spirituale. Diceva San Francesco di Sales che se ne trova uno su diecimila con le qualità adatte. Deve essere molto dotto, prudente e caritatevole per poter dirigere spiritualmente un'anima.

Per discernere lo stato di vita a cui Iddio chiama ciascuna persona, c'è bisogno di silenzio, raccoglimento, meditazione e preghiera. Stando nel mondo è difficile poter trovare le condizioni necessarie al raccoglimento, poiché ci sono troppi “rumori” e distrazioni. L'ideale è poter trascorrere alcuni giorni in un monastero di “stretta osservanza”, cioè nel quale si vive da veri religiosi e non da “secolari” come avviene nei monasteri più rilassati.

Dunque bisogna mettersi in contatto con un buon ordine religioso e chiedere di poter trascorrere alcuni giorni (ad esempio una settimana) di meditazione e preghiera per eleggere lo stato di vita che vuole Iddio. E' raccomandabile non parlare di “vocazione” ad amici e parenti, poiché costoro potrebbero tentare di dissuadere da tal proposito. Quindi se domandano per quale motivo si vuol trascorrere qualche giorno in monastero, basterà rispondere di voler fare un ritiro per ritemprare lo spirito nel silenzio e nella preghiera, senza accennare alla vocazione religiosa.

Durante il soggiorno nel monastero è bene affidarsi nelle braccia della Madonna affinché ottenga da Dio i lumi necessari per comprendere quale sia la vocazione da seguire.